Europa della Difesa o Europa della Sicurezza?

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Linkiesta, 20 Ottobre 2021

L’affare era bello. Troppo bello. La fornitura di 12 sottomarini a propulsione classica all’Australia, un contratto di circa 55 miliardi di euro di cui la metà, sembra, doveva andare all’industriale francese Naval Group. Annullata, puramente e semplicemente, da parte dell’Australia che ha deciso l’acquisto di sottomarini a propulsione nucleare prodotti da Stati Uniti e Regno Unito. “Tradimento”, “pugnalata alla schiena”, “tentativo di eliminare l’industria francese di difesa”, “rottura strategica”, “schiaffo per la Francia”, “rottura di fiducia”, richiamo di ambasciatori etc. La palma dell’emozione è toccata a Jean-Yves Le Drian, il ministro francese per gli Affari esteri, quando ha definito gli Stati Uniti e l’Australia degli “ex partner” 1. Lire la suite

Notes:

  1. France 2, le 18 settembre 2021

L’eccezione francese: mito o realtà?

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Linkiesta, 12 Luglio 2021

Dopo la dichiarazione congiunta nel marzo scorso di Pedro Sanchez e Mark Rutte, i primi ministri spagnolo e olandese, è stato Heiko Maas, il ministro tedesco degli Affari esteri, a pronunciarsi a favore di una abolizione della regola dell’unanimità in materia di politica estera. Le reazioni non si sono fatto attendere. Fra cui quella di Jean Quatremer 1, interessante sotto vari aspetti. In primo luogo perché il giornalista francese da più di trent’anni informa sulle questioni europee i lettori di Libération e, fino a poco tempo fa, attraverso il suo blog «les Coulisses de Bruxelles» un vasto pubblico francofono nonché il microcosmo bruxellese. Ma soprattutto perché proviene da un giornalista che difficilmente si può qualificare come avversario della costruzione europea. In questo ci sembra quindi particolarmente emblematica di un orientamento che non è la prerogativa degli eredi del gaullismo e dei sovranisti dalle variegate obbedienze né delle sole élites, ma che costituisce una vera e propria « eccezione francese ». Lire la suite

Notes:

  1. « L’impossible suppression du droit de veto pour la politique étrangère de l’UE », Jean Quatremer, Libération, 8 giugno 2021

La necessità del nostro tempo. Perché l’Unione ha bisogno di un esercito europeo comune

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Linkiesta (*), 21 settembre 2020

Forti tensioni tra la Grecia e la Turchia, caos libico, tragedia siriana, annessione della Crimea, occupazione del Donbass da parte della Russia e dei suoi alleati, deliquescenza statuale nel Sahel, annessione strisciante del «Mare della Cina del Sud» da parte di Pechino, accelerazione della trasformazione neo-staliniana del regime cinese, moltiplicazione degli attacchi cibernetici… costituiscono altrettante minacce alla sicurezza dell’Unione europea.

Peraltro, nonostante reali problemi politici (livello della spesa per la difesa degli Stati membri, questione turca, riorientamento verso il Pacifico della priorità strategica degli Stati Uniti…) la NATO continua a rappresentare, con gli eserciti dei Paesi che la compongono e sotto la leadership americana, l’elemento centrale e a oggi insostituibile della difesa del continente europeo. Lire la suite

Esercito europeo comune: proposta di Cooperazione Rafforzata

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Questo “non paper” è il frutto della riflessione di un piccolo gruppo di persone provenienti dagli ambiti militare, diplomatico e politico. In ragioni delle funzioni pubbliche rivestite da alcuni membri di questo gruppo, l’identità di alcuni autori rimane anonima.

Il punto di partenza della riflessione che ha portato alla redazione di questo progetto di protocollo d’intesa per la costituzione di un Esercito Europeo Comune è che la Nato di cui fanno parte 21 paesi su 27 paesi membri dell’Unione è, ad oggi, sostanzialmente attrezzata per difendere l’integrità territoriale dei suoi membri ma non è in grado, per ragioni per lo più politiche, di rispondere alle crisi nei paesi del vicinato dell’Unione e quindi a diverse minacce alla sicurezza dell’Unione e dei suoi paesi membri. Lire la suite